domenica 12 febbraio 2017
Genziana. La sfida in alta montagna.
domenica 8 gennaio 2017
Elleboro. La rosa d'inverno.
Buongiorno amici, con il freddo di questi giorni sulla mensolina fiorita può resistere solo L' ELLEBORO detto anche "Rosa d'inverno" o "Rosa di Natale", un fiore delizioso che adora il freddo e le altitudini più difficili, pensate che sopporta con naturalezza temperature fino a -20 gradi e vive bene anche a 1200 metri di altitudine. Cresce naturalmente in sottobosco, sterpaglia e prati di montagna in un'ampissima gamma di colori che va dal bianco puro al rosa, dal rosso al violetto e dal giallo fino al nero.
L’elleboro era conosciuto e utilizzato dagli antichi per le sue proprietà medicinali, nonostante conoscessero la reale pericolosità della pianta,tossica in tutte le sue parti, credevano che il decotto delle radici fosse un valido rimedio alla pazzia. Un esempio di tale credenza lo si riscontra nel poeta Orazio, il quale consigliava di recarsi sull’isola di Anticitera (isola greca tra Creta e Cerigo), luogo in cui cresceva l’elleboro, per curare le turbe causate dalla pazzia.
"Vammi in cerca dell'elleboro nero che il senno renda a questa creatura" scrive D'Annunzio.
Nel linguaggio dei fiori l’elleboro ha assunto il significato di liberazione dalle ansie, vi dono quindi un fiore ciascuno affinché tenga lontane dal vostro spirito le preoccupazioni e le inquietudini. Buona domenica e buon anno!
L’elleboro era conosciuto e utilizzato dagli antichi per le sue proprietà medicinali, nonostante conoscessero la reale pericolosità della pianta,tossica in tutte le sue parti, credevano che il decotto delle radici fosse un valido rimedio alla pazzia. Un esempio di tale credenza lo si riscontra nel poeta Orazio, il quale consigliava di recarsi sull’isola di Anticitera (isola greca tra Creta e Cerigo), luogo in cui cresceva l’elleboro, per curare le turbe causate dalla pazzia.
"Vammi in cerca dell'elleboro nero che il senno renda a questa creatura" scrive D'Annunzio.
Nel linguaggio dei fiori l’elleboro ha assunto il significato di liberazione dalle ansie, vi dono quindi un fiore ciascuno affinché tenga lontane dal vostro spirito le preoccupazioni e le inquietudini. Buona domenica e buon anno!
domenica 11 dicembre 2016
Fiori di cotone, soffici come la neve.
Un buongiorno soffice e candido dalla mensolina fiorita che oggi ospita i fiori del COTONE. La coltura e l'utilizzazione del cotone sono antichissime e pare abbiano avuto origine indipendente in diversi punti della terra. Gli scrittori greci e in seguito anche quelli latini parlano del cotone come d'una pianta esotica e dei tessuti fatti di questa materia come di un prodotto di paesi lontani: Erodoto afferma che "in India crescono alberi che danno come frutto una specie di lana che supera in bellezza e in praticità la lana delle pecore e che serve agli Indiani per fabbricare vesti."
Oggi più grandi produttori di cotone sono l'India, gli Stati Uniti e la Cina, ma il miglior cotone è quello egiziano.
La raccolta è lunga e costosa, va sempre fatta con molta delicatezza per non asportare, insieme ai fiori frammenti di foglia o di altre parti della pianta,infatti tutti ricordiamo lo sfruttamento degli schiavi in America per questo gravoso compito.
Sono fiori bellissimi da usare per le decorazioni ora che è Natale, i suoi fiori sembrano neve, sognarli significa che arriveranno prosperità e abbondanza. Buona domenica.
Oggi più grandi produttori di cotone sono l'India, gli Stati Uniti e la Cina, ma il miglior cotone è quello egiziano.
La raccolta è lunga e costosa, va sempre fatta con molta delicatezza per non asportare, insieme ai fiori frammenti di foglia o di altre parti della pianta,infatti tutti ricordiamo lo sfruttamento degli schiavi in America per questo gravoso compito.
Sono fiori bellissimi da usare per le decorazioni ora che è Natale, i suoi fiori sembrano neve, sognarli significa che arriveranno prosperità e abbondanza. Buona domenica.
domenica 27 novembre 2016
Corbezzolo. L'albero dalle mille risorse.
Una buona domenica a tutti dalla mensolina fiorita che oggi ospita il CORBEZZOLO. Riscopriamo questa "pianta dimenticata" che fiorisce in autunno producendo grappoli di fiori bianchi che daranno i frutti coloratissimi l'anno successivo. Sono però le foglie del Corbezzolo ad essere ricche di proprietà terapeutiche, potete preparare anche voi una tisana partendo dalle foglie essiccate: astringente ed antidiarroica, antinfiammatoria delle vie biliari, del fegato e di tutto l'apparato circolatorio; antispasmodica dell'apparato digerente; diuretica, antisettica e antinfiammatoria delle vie urinarie, ottima da bere in caso di cistite e infiammazioni delle vescica. In cucina il Corbezzolo da il meglio di sé: con i suoi frutti potrete creare marmellate, gelatine, sciroppi, succhi, creme, salse e canditi. Se fermentati invece, otterremo il vino di corbezzolo, molto gradevole a bassa gradazione alcolica, leggermente frizzante. E non dimentichiamo il miele di corbezzolo dal colore ambrato e dall’intenso profumo, molto pregiato.Corbezzoli...che pianta meravigliosa!
domenica 13 novembre 2016
Bacche di rosa canina. Piccole bombe di vitamina C.
Buongiorno a tutti dalla mensolina fiorita che oggi entra nel vivo dell'autunno con le BACCHE ovali e rosso scarlatto di ROSA CANINA giunte alla completa fase di maturazione e quindi, pronte da raccogliere. Con i frutti freschi si possono preparare marmellate buonissime e dal sapore davvero particolarissimo o gelatine. Sottoponendo, invece, le bacche ad un processo di essiccazione si possono preparare ottimi decotti ed infusi, richiestissimi in erboristeria, esse sono infatti considerate le "sorgenti naturali" più concentrate in Vitamina C, presente in quantità fino a 50-100 volte superiore rispetto alle arance e limoni, e per questo in grado di contribuire al rafforzamento delle difese naturali dell'organismo.Contengono anche bioflavonoidi, acidi organici e polifenoli, dunque un rimedio efficacissimo per svariati problemi, primissimi tra tutti quelli legati alle nostre articolazioni. Risulta consigliatissima, inoltre, per rimettere in sesto tutti gli organismi troppo debilitati.
Il suo impiego ha avuto un ruolo importante nella fornitura di Vitamina C ai bambini britannici durante la seconda guerra mondiale in sostituzione della fonte normale degli agrumi. Insomma, non solo rose, non solo fiori. Buona domenica.
domenica 30 ottobre 2016
Zucche: Belle fuori, buone dentro.
Buongiorno amici, per voi oggi la mensolina fiorita autunnale con i colori intensi e le forme singolari delle ZUCCHE.Importate in Europa dai coloni spagnoli dall'America, si imposero immediatamente prima nelle corti, poi a livello popolare, sperimentate tanto in cucina quanto nell’arte come novità assolutamente seducente.
La zucca era un soggetto straordinariamente pittorico, allegro,imponente e prodigioso.
La sua polpa compatta si prestava a mille ricette, anche oggi si consuma cucinata al forno, al vapore, nel risotto o nelle minestre, nei ravioli, fritta nella pastella...
Dai semi si ottiene un olio rossiccio usato in cosmesi e cucina tradizionale, oppure essiccati e salati. I fiori si mangiano fritti, dopo averli impanati.
Per la sua rassomiglianza con la testa umana, la zucca ha alimentato una serie di modi di dire, tipo "Sei una zucca”, “Vuoto come una zucca”, "Zucca pelata", "Zuccone", "Zuccotto" "Non hai sale in zucca"...
Infine lasciatemi ricordare la più celebre zucca della storia: quella di Cenerentola che si trasforma in carrozza e la porta al gran ballo.
L' allegoria della rinascita che riporta al simbolismo della zucca, considerata fin dall’antichità simbolo della resurrezione dei morti.
Buona domenica 🎃
venerdì 17 giugno 2016
Lilium candidum, Il giglio delle dee e dei santi.
Buongiorno e buona domenica dalla "mensolina fiorita" di LILIUM CANDIDUM (Giglio di S.Antonio), una bulbosa profumatissima dalle candide corolle.Originario dell'Asia occidentale fu portato nel bacino del Mediterraneo dai Fenici. Il GIGLIO è considerato infatti il più antico fiore usato a scopo ornamentale e compare nell'iconografia e nelle tradizioni di diverse civiltà e culti. Presso gli imperi egiziano e assiro il Giglio diventò l’emblema della sovranità reale e dell’innocenza verginale delle ragazze avviate al matrimonio.
I primi dipinti di bulbose a Creta raffigurano questa pianta che era il fiore di Afrodite. Anche nell’antica Roma era considerato l’emblema di Venere e Diana. Nell’era cristiana il suo fiore è diventato il simbolo della purezza della Vergine e di tutta una serie di santi cristiani (S. Giuseppe, S. Domenico, S. Antonio, ecc.) entrando nell'agiografia cattolica con un ruolo di primo piano.
Il significato più antico e che dura ancora oggi di questo bellissimo fiore è la purezza e la castità; non solo, esprime anche nobiltà e fierezza d'animo.
Quello che vedete nella foto è spuntato nel mio giardino senza che lo avessi piantato. Un privilegio, forse sono una dea o...stessi diventando santa?😳
Iscriviti a:
Post (Atom)


